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di Marco Meloro| 04/04/2017

Il “Made in Italy” è noto in tutto il mondo per essere “bello e ben fatto”.

Tra le tante produzioni apprezzate all’estero, emergono certamente quelle agroalimentari e, tra queste, spicca particolarmente il vino.

I rossi, bianchi e rosati italiani, sono sempre più apprezzati oltreconfine, anche se ancora molto va fatto, sia dai produttori che dal Sistema Italia, per valorizzare ulteriormente la bottiglia tricolore e tutto ciò che la circonda: da tempo, infatti, il vino non è più solo una bevanda che accompagna i pasti, ma si è  trasformato in un “narratore” di territori e modi di vivere.

Oggi chi beve il “nettare degli dei” lo fa in modo sempre più consapevole: attraverso un sorso di vino desidera vivere anche un territorio. Il vino si rivela un pre
zioso traino per la vendita di turismo e prodotti correlati.

Quindi questo è davvero il momento giusto, per i produttori italiani, di premere sull’acceleratore dell’apertura sui mercati internazionali.

Infatti, recenti studi confermano che la strada dell’internazionalizzazione è quella che può dare più soddisfazione nel percorso di crescita aziendale.Risultati immagini per vino

Nomisma, nell’ultimo report dedicato al vino ed in particolare ai BRICS, ci dice che l’Italia del vino nel 2016 fa molto bene in Cina, mentre mantiene le posizioni in Russia (ove il freno principale pare essere stato il rublo debole), con un calo in Brasile ed una difficoltà a sfondare in India (a causa anche dei dazi all’entrata piuttosto consistenti).

Comunque per l’anno in corso le prospettive in questi mercati dovrebbero essere positive, mentre in altre aree del globo, in mercati da sempre ricettivi, la crescita ha già un orizzonte roseo.

Certo maggiori chance potranno averle i “grandi” nomi che, secondo un’indagine del gruppo Pambianco, riescono più facilmente a creare valore, grazie ad un posizionamento nella fascia alta di mercato; per fare ciò è necessario garantire alta qualità, ma anche investire in attività di comunicazione e marketing mirata.

Il confronto con i nostri “cugini” francesi, più propensi ad investire per la promozione, rivela che, a parità di quantità, i produttori d’oltralpe realizzano un fatturato quasi doppio.  E’ vero che una parte importante è determinata dallo champagne, ma anche sui vini fermi il gap va colmato.

E le piccole aziende? Anche per loro vi sono grandi opportunità sui mercati internazionali, purché si abbia il coraggio di guardare lontano ed un pizzico di intraprendenza, anche con l’assistenza di esperti dei mercati esteri.

Molto spesso, infatti, il piccolo imprenditore è colui il quale cura la vigna, imbottiglia ed è anche responsabile vendite della sua azienda!

La crescita commerciale, in particolare all’estero, ha bisogno però di un piano di sviluppo, cui faccia seguito un impegno costante e duraturo: se sei interessato ad un primo orientamento sui mercati esteri e a capire come si può far crescere il fatturato aziendale con l’aiuto di un Export Manager a contratto e con costi contenuti, contattaci!

Marco Meloro – Business Associate

estero@falangagroup.it – +39 347 1981516