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FINANZA AGEVOLATA – VOUCHER INNOVAZIONE

In un’epoca sempre più digitale, è sempre più incessante il bisogno dell’azienda di dotarsi di una figura qualificata, capace di indirizzarla verso un processo di “innovazione e crescita”.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ( vai al link del bando) per il 2019, 2020 e 2021 ha stanziato €/mln. 75 ( per ogni anno) per le aziende, sotto forma di voucher, con contributo a fondo perduto, le quali hanno intenzione di soddisfare il bisogno di ricevere una Consulenza per l’Innovazione.

I contributi varieranno a seconda della tipologia di impresa richiedente.

Scopri di più contattando i nostri professionisti!

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Giovani Agricoltori: in arrivo nuove agevolazioni

Il ministero delle Economia ha pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto che definisce i nuovi criteri ed agevolazioni previste per l’imprenditoria giovanile in agricoltura.

La misura agevolativa è così articolata:

  • Beneficiari: giovani di età compresa trai 18 ed i 40 anni non compiuti, in  possesso della qualifica di IAP oppure coltivatore diretto oppure società composte per oltre la metà numerica e di quote da giovani imprenditori agricoli con i precedenti requisiti di età;
  • Richieste ammissibili:
    • Investimenti per subentro alla conduzione di un impresa agricola attiva da almeno 2 anni. Il subentro, anche a titolo successorio, non deve essere avvenuto da oltre 6 mesi dalla presentazione della domanda di agevolazioni;
    • Investimenti in progetti di sviluppo e consolidamento  delle attività di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, proposti da imprese attive da almeno due anni dalla presentazione della domanda di agevolazione.
    • Agevolazioni: i progetti di investimenti saranno sostenuti da un finanziamento a copertura del 75% delle spese ammissibili, avente le seguenti caratteristiche:
      • Importo: massimo € 1.500.000
      • Durata: dai 5 ai 10 anni
      • Tasso:  tasso zero

 

Per maggiori info è possibile contattarci ai nostri recapiti telefonici 800 59 80 46 ed email info@studiofalanga.com.

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OAM: Abusivi del credito ancora a piede libero

Quotidianamente mi imbatto in due tipi di soggetti:

  • personaggi che operano ai limiti della legalità,  che fanno girare carte in banca con le più svariate qualifiche e senza appartenere ad alcuna categoria professionale;
  • professionisti iscritti in albi professionali più svariati che svolgono in modo complementare (e non solo) l’attività di consulenza e mediazione creditizia.

In tutto ciò l’OAM ha affermato di non poter intervenire sui summenzionati soggetti  in quanto ha potere di vigilanza e controllo esclusivamente sugli iscritti. Considerando che la campagna contro gli abusivi con tanto di video stile “intervista doppia” e lo sportello per segnalare gli abusivi non hanno avuto alcun esito, credo sia necessario stimolare il nostro caro organismo ad attuare politiche di “intelligence” incisive di tutela dei suoi iscritti e, soprattutto del mercato. Tra le misure da proporre ritengo possa essere utile che:

– l’OAM inizi ad interloquire con l’esterno, uscendo dai suoi uffici di vigilanza, e comunichi sia con le controparti “naturali” del mercato ABI, ASSILEA, ASSOFIN, ASSIFACT, MEF al fine di definire dei protocolli che escludano l’operatività da parte di soggetti non OAM sia con le controparti “indirette” quali gli altri albi professionali. Il primo effetto sarà portare a conoscenza di tutti dell’esistenza dell’OAM e la diffusione di una categoria professionale snobbata dal mercato e, ancor più grave, dagli stessi attori che dovrebbero per primi conoscere e riconoscerne il naturale ruolo sul mercato. L’obbligo di una dichiarazione di avvalersi di un mediatore resa dal cliente all’intermediario finanziario (in modo analogico al mondo della mediazione immobiliare) rappresenta un importante passo in avanti e permetterebbe di individuare il corretto TAEG dell’operazione in considerazione del compenso pagato al mediatore creditizio;

– Stabilire un sistema di pene  severissime alla pari di quelle previste per chi eserciti abusivamente l’attività di mediatore creditizio a danno di tutti gli operatori di banca che accettano di collaborare con soggetti non OAM (proposta da ASSOPAM a cura del presidente RAFFAELE TAFURO ). Non si vuole colpire nè appesantire il ruolo del preposto di filiale, ma si vuole stimolare i vertici degli intermediari ad emanare circolari interne che informino del ruolo dei mediatori OAM (e soprattutto che esiste una categoria professionale riconosciuta per la mediazione e consulenza del credito);

– Semplificare la modulistica, creando moduli standardizzati di privacy, adv, richiesta finanziaria e mandato accettato da tutte le controparti e che non comporti inutili meccanismi burocratici che allungano i termini senza benefici per il cliente finale.

 

I summenzionati accorgimenti permetteranno di depurare il mercato dall’illegalità e che possa realmente tutelare il cliente finale (obiettivo principe del 141).